Alessio Barchitta per Prospettive. in itinere a Granarolo Dell’Emilia


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Artista:

Alessio Barchitta

A cura di:

Beatrice Facchini e Greta Pasini, in collaborazione con Amerigo Mariotti e Giorgia Tronconi di Adiacenze

Residenza:

24 giugno – 8 luglio 2024

Promosso da:

Comune di Granarolo Dell'Emilia

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Il Comune di Granarolo si unisce alla quinta edizione di Prospettive, programma di residenze d’artista in Emilia-Romagna realizzato da Adiacenze, con un progetto dell’artista Alessio Barchitta a cura di Beatrice Facchini e Greta Pasini, in collaborazione con Amerigo Mariotti e Giorgia Tronconi. Il progetto prenderà avvio a fine giugno, con una residenza di due settimane dell’artista nel contesto di Villa Fibbia, tenuta quattrocentesca a Granarolo dell’Emilia. Qui Barchitta lavorerà alla realizzazione di un'opera scultorea di grandi dimensioni, che verrà esposta in una prima restituzione pubblica in autunno, in occasione di un grande evento partecipativo progettato dallo stesso artista.

Alessio Barchitta, artista visivo che vive e lavora tra Barcellona Pozzo di Grotto (città natale) e Milano, sviluppa la sua ricerca a partire dall’individuazione di personaggi dimenticati dalla storia dei vittoriosi. Nel caso di Granarolo dell’Emilia, la sua indagine si concentrerà sulla figura storica del brigante Prospero Baschieri, simbolo di ribellione al potere oppressore della popolazione nelle campagne bolognesi in epoca Napoleonica. Durante l’occupazione Giacobina, periodo contrassegnato dall’aumento dei dazi sulla macina e dal servizio di leva militare obbligatorio, Baschieri trovò consenso tra le masse contadine, guadagnandosi al contempo l’odio di chi deteneva il controllo politico delle zone.
A partire dallo studio di documenti storici e leggende popolari, Barchitta rievocherà la figura del “brigante buono” al pari di un martire pagano, ripercorrendo alcuni episodi della sua vita con l’intento di ri-contestualizzarne l’operato nel nostro presente e di esorcizzare la tragica fine che la storia gli ha riservato attraverso degli atti di condivisione e purificazione. Nel 1810, infatti, Prospero venne fucilato e decapitato dalle forze armate dopo essere stato tradito da una famiglia budriese che lo stava nascondendo.
“Il Prospero contemporaneo”, spiega Barchitta, “è l’uomo che trova guerra a casa, l’uomo che vorrebbe vivere la sua terra, l’uomo che in un gesto eroico ma fallimentare si fa martire per una massa, una massa che risponde con eco debole, che in gran parte osserva, annuisce, ma non collabora abbastanza. Prospero è chi a casa propria deve nascondersi, è chi si affanna per emergere, è chi grida a gran voce le ingiustizie subite”.

La figura di Prospero e la sua storia condensano inoltre l’importanza storica dell’agricoltura per il territorio, aspetto che l’artista sottolineerà anche nella scelta di materiali vegetali tipici del luogo per la realizzazione della sua opera.

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Alessio Barchitta nasce a Barcellona Pozzo di Gotto il 21 Giugno del 1991. Nel 2010 si diploma presso l’Istituto Statale d’Arte di Milazzo con indirizzo di grafica pubblicitaria e fotografia. Nel 2010 si trasferisce a Milano e si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera al corso di diploma accademico di primo livello in Pittura. Consegue il titolo nel Luglio del 2014. Nel 2015 si iscrive al corso di diploma accademico di secondo livello in Pittura presso la stessa accademia, consegue il titolo nel luglio del 2017. Nel lavoro di Barchitta, “luogo”, “tempo”, “durata”, sono argomenti frequenti che si diramano a loro volta in coppie contrarie come “pubblico-privato”, “confortevole-sconfortevole”, “imposizione-sottomissione”, “stabilità-transitorietà”, “tragico-ironico”, “ovvio-celato”. Le sue opere fanno uso di codici e simboli collettivamente riconosciuti, elementi che vengono riconvertiti tramite un’attenta scelta dei materiali e una differente destinazione d’uso.