ICONOPLAST II – Sara Bonaventura, Gabriele Longega, Elisa Muliere


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Artist*:

Sara Bonaventura, Gabriele Longega, Elisa Muliere

Sede:

Adiacenze, Vicolo Spirito Santo 1/B, Bologna

Inaugurazione:

venerdì 2 febbraio 2023, dalle 18:00

Periodo:

2/02-16/03/2024

Orari:

dal martedì al sabato, 16:00 - 20:00

Aperture Speciali:

2/02/2024 dalle 18 alle 22; 3/02/2024 dalle 11 alle 24; 4/02/2024 dalle 11 alle 20


In occasione di ART CITY Bologna 2024 nell’ambito di ARTEFIERA
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ICONOPLAST è un progetto a cura di Adiacenze che dal 2022 coinvolge divers* artist* nel tentativo di analizzare il tempo presente, le sue contraddizioni e criticità, per immaginare scenari e visioni alternative. La plastica, materiale iconico del Capitalocene, è metafora e pretesto per indagare la più ampia condizione dell’essere umano, il suo attuale rapporto con il consumo e con l’ambiente e le relative conseguenze materiali e immateriali. Dopo una prima mostra di Elisa Muliere e Sara Bonaventura al Museo CAOS di Terni, ICONOPLAST si sviluppa in un secondo capitolo con un progetto di Sara Bonaventura, Gabriele Longega ed Elisa Muliere, a cura di Amerigo Mariotti e Giorgia Tronconi.
In occasione di ART CITY Bologna 2024 nell’ambito di ARTEFIERA, ICONOPLAST inaugura venerdì 2 febbraio ad Adiacenze (Vicolo Spirito Santo 1/b). Sara Bonaventura, Elisa Muliere e Gabriele Longega fanno coincidere i due piani dello spazio espositivo con la struttura di un forno alchemico che continuamente digerisce, trasforma materia e residui. L'Athanor di ICONOPLAST funziona per un principio non tanto teso a separare il puro dall’impuro per giungere a una perfezione ideale, quanto a rimettere in circolo scarti e idee, svelare contaminazioni e crearne di nuove, oltre i dualismi naturale-artificiale e uomo-natura. Se orientarsi all'interno della transizione del mondo contemporaneo pare un un vagare nell'indefinitezza, come persi in una nebbia fitta, la mostra apre con un invito a farsi strada in questa coltre che impedisce di distinguere i contorni di cose e persone, di percepire la totalità del problema. Dalla nebbia emergono una ad una delle tracce: sono indizi, tentativi frammentari degli artisti di mettersi in comunicazione, raccontare delle intuizioni. Solo nella dimensione sotterranea si rivela il fuoco che arde e alimenta la trasformazione dei resti del Capitalocene in compost, humus caldo e filamentoso, un intreccio che si compone e scompone attraverso un processo creativo simultaneo e collaborativo.
Durante le sei settimane successive all’inaugurazione, gli spazi di Adiacenze diventeranno una fucina in continua trasformazione alimentata da processi artistici, contaminazioni e incontri per ricercare insieme nuovi modi di stare nella complessità. ICONOPLAST agisce come una cassa di risonanza del nostro tempo, in cui immergersi nel magma contemporaneo, abbracciare il suo senso di indefinitezza, raccogliere uno ad uno i frammenti di un discorso a più voci.