Femina / Fratelli Broche
aprile 21, 2016
R:rivedere/ripensare/riproporre / Davide Mancini Zanchi
aprile 21, 2016
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In primis impressus


Artista:

Luca Coclite – Luciano Maggiore – Massimiliano Nazzi

Curatela:

Claudio Musso e Marianita Santarossa

Testo:

Periodo:

Dal 5 febbraio al 5 aprile 2011

Massimiliano Nazzi in modo figurato agisce sul piano temporale, di una durata momentanea e provvisoria che lascia degli strascichi. L’idea è che l’ammasso di oggetti-rifiuti che entrano nella galleria e' solo una piccola parte di quello che c'e' fuori, in realtà fuori e' tutto sommerso di oggetti e così anche le finestre, ricoperte di oggetti che premono contro, sopra, lasciando una traccia visibile attraverso ciò che penetra.

Luca Coclite metaforicamente lascia un segno sullo strato di condensa, attraverso il calore del raggio luminoso della proiezione. L’ambiente si trasforma in una camera ottica, nella quale il ‘respiro’ della macchina per il vapore scandisce l’analisi dell’impressione della luce sulla lastra/schermo. Il “foto-grafico”, nel suo senso letterale, è il soggetto di una mise en scène che, indipendentemente dalla durata dell’esposizione, non arriverà mai a iscrivere il suo passaggio sul supporto che l’accoglie

Luciano Maggiore letteralmente crea delle impressioni retiniche, accompagnate e amplificate da un intervento sonoro che agisce in modo simile nell’orecchio del fruitore. Gli elementi acustico-visivi modellano un’esperienza dissonante e straniante, ma anche piacevole ed intellettualmente complessa da comprendere, è piuttosto qualcosa da "subire" che da ammirare, scena che nega la sua frontalità cercando la forza centripeta ed il raccoglimento dell'individuo.

Si crea così un processo di svuotamento che procede per tappe, sottolineando la dimensione soggettiva e ambientale come determinante modalità di confronto nella relazione con la creazione del “momento artistico” proposto.

Accomunate dal polimorfismo e dal coinvolgimento multisensoriale queste opere propongono delle strategie di riappropriazione dei meccanismi di lettura e approccio al mondo sensibile e allestiscono uno spazio della simultaneità senza luogo, dove la soggettività della percezione è protagonista.