Roots / Elisa Muliere


Artista:

Elisa Muliere

Curatela:

Testo:

Periodo:

Dal 12 novembre 2011 al 07 gennaio 2012

Sito:

Tumblr

Come una radice che si àncora forte al terreno per far rimanere salda una pianta, anche l’uomo porta sempre con sé la sua ombra.

Nei suoi dipinti Elisa Muliere svela un mondo non così lontano da noi, un mondo fatto di presenze che, a seconda di chi le guarda, possono risultare inquietanti o più rassicuranti. Spiriti, creature celesti o semplicemente proiezioni umane già rappresentate nel Mito della Caverna di Platone, appaiono da uno sfondo costituito da tinte forti anche quando vengono utilizzati colori più tenui. Visi solo leggermente abbozzati con linee che ne demarcano parte del contorno e che finiscono in un nulla esplicitato, volti il cui interno viene cancellato attraverso una forte campitura di colore sgocciolante che va a delineare la parte più bassa del corpo delle presenze della Muliere, dialogano tra di loro all’interno di tele di grandi dimensioni.

Nella mostra Roots presentata a dicembre 2011 ad Adiacenze nulla è lasciato al caso, nemmeno dal punto di vista dell’allestimento. Nelle tre sale sono stati esposti dipinti di fattura rarefatta e sensibile. Attraverso l’utilizzo di una pittura sottile, indefinita e vaporosa, fatta di cenni di colore, segni, sottrazioni e vuoti, Muliere porta i visitatori alla scoperta e lettura delle sue presenze: figure slavate di dei, anime, fantasmi o apparizioni abitavano gli spazi di Adiacenze. Il passaggio tra la fase terrena e quella spirituale è marcato da un diverso impatto con la pavimentazione: sassi che a ogni passo provocavano rumore e fatica nel camminare, segnavano la parte terrestre della mostra, una dimensione costituita e quindi rappresentata dalla Muliere attraverso sentimenti contrastanti di inquietudine o paura e amore.

Un’artista a tutto tondo, capace di esprimersi anche attraverso il video e le installazioni, rappresenta un mondo altro che, seppur nell’oscurità, porta chi guarda ad interrogarsi sull’enigma dell’esistenza. L’opera di Elisa Muliere non risponde ai quesiti universali propri dell’uomo, ma silenziosamente li solleva, li marca, costringe lo spettatore ad indagare sé stesso, ad andare in profondità, a cercare le proprie radici.