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QUANDO IL NONNO PESCAVA / PetriPaselli


Artista:

Collettivo PetriPaselli

Curatela:

Silvia Petronici

Periodo:

Dal 24 gennaio – 8 marzo 2014

Sito:

PetriPaselli

In collaborazione con:

3F Filippi per l’illuminazione

La ricerca per questa mostra è iniziata da una considerazione sull’acqua a partire da un’analisi dello spazio fisico e storico della galleria nel cui piano sotterraneo, in passato, si trovava il pozzo.

L’acqua e le sue afferenze ludico-simboliche in questa mostra sono il cuore semantico di un universo artificiale variamente declinato sui temi del mare, della pesca e in generale del rapporto dell’uomo con la natura. Di quest’ultimo sembra che gli artisti vogliano mostrare il dato della distanza, come se tale rapporto fosse stato in un qualche momento del tempo passato, un rapporto diretto o più diretto ma che di esso possano restare, ora, solo tracce indirette, reperti e segni di un sistema di filtraggio e dilazione del contatto. Il titolo stesso, scelto dagli artisti, colloca nel passato un possibile riferimento a questo contatto. L’azione del pescare compiuta dal nonno pertiene la sfera dei ricordi, si sfuma in una collocazione fantasmatica disponibile solo attraverso l’immaginazione e la collezione delle immagini.

Tutta l’installazione, dalle sale del piano superiore fino agli spazi sotterranei della galleria, è uno studio di questa distanza, dell’elemento naturale e vitale, archetipico e primordiale, originario e misterioso e di ciò che di esso resta nel nostro sistema simbolico. Gli oggetti sono i segni di questo linguaggio che ricorda la natura, la comprende o forse semplicemente la trasforma provando senza riuscirci ad avvicinarla.

In tutto il percorso di mostra il rapporto con l’acqua da luogo di esperienza diviene luogo del pensiero fino alla sua completa rarefazione nell’immaginario e nel fantastico nonostante il tentativo di reiterarne la presenza come per non perderne definitivamente il ricordo. Potremmo sintetizzare la ricerca artistica di PetriPaselli, espressa in questo progetto con mezzi elegantemente ironici, come una riflessione sulla distanza e sul contatto: categorie d’analisi e funzioni poetiche del rapporto tra naturale e artificiale.